Notizie di spettacolo nelle Marche
"Una giornata di festa per la scuola e per tutta la città". Così il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei saluta la nuova palestra dell'istituto tecnico cittadino. La struttura, costata 2 dei 13 milioni di euro complessivi riservati alla ricostruzione del Divini, sarà a disposizione dell'istituto e anche delle associazioni sportive cittadine. Un percorso a tappe, quello che sta portando alla riapertura definitiva dell'Itts, passato dal primo taglio del nastro dei nuovi laboratori e dell'aula magna e oggi della palestra. Per la chiusura del cerchio "bisognerà attendere almeno fino al prossimo anno scolastico - spiega il primo cittadino -. Secondo le nostre aspettative i lavori alla sede potrebbero chiudersi già a luglio, quindi non è utopico pensare che a settembre la scuola sia a piena disposizione degli studenti. C'è molta soddisfazione per un percorso lungo ma che finalmente sta arrivando alle fasi finali".

Meno ottimista il dirigente Sandro Luciani, che parla di "un regalo di Natale atteso da anni - dice -. È passato molto tempo dal 2016, abbiamo incontrato molti imprevisti. Spero anche io che per settembre gli studenti abbiano tutte le strutture a disposizione, ma potremmo dover attendere anche il prossimo Natale".
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«Diamo il via a Le Terre del Tartufo con una due giorni densa di eventi nel fine settimana, preceduta, domani pomeriggio a Serravalle di Chienti, da un vernissage con aperitivo in un luogo ricco di storia: il Museo Paleontologico. Non solo tartufo, dunque, ma anche altri prodotti tipici, cultura e sostenibilità, per un rilancio a 360 gradi di tutto il territorio dell’alto maceratese all’insegna della biodiversità e del tema delle acque».

È il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, a presentare il ricco programma del festival che esalta il prezioso fungo ipogeo e le altre delizie che queste terre sono in grado di offrire a turisti, gourmet e food lovers.

Il 14 e 15 dicembre al Palasport di Pieve Torina prenderà il via l’Expo del tartufo e delle tipicità di montagna e di tutti gli altri prodotti tipici: miele, formaggi, salumi, a partire dal rinomato “ciauscolo”, e ancora distillati d’autore, zafferano, legumi. Sarà possibile acquistarli direttamente dai produttori e anche con il Paniere della Marca di Camerino in versione natalizia. Fitto il calendario degli eventi, con degustazioni guidate, lezioni-spettacolo e inconsueti abbinamenti. La manifestazione sarà ufficialmente aperta sabato mattina dall’Agorà “The Blue Way”, moderato dalla voce di Marco Ardemagni, autore e conduttore RAI, con il significativo claim “il mare inizia dalla montagna!”

Nel pomeriggio sarà la giornalista di cibo e viaggi, Sara Porro, a condurre i visitatori nel viaggio del gusto che inizia alle 16.00, protagonisti i vini da tartufo con AIS Marche e la partecipazione speciale di “The Lord of Truffle”. Alle 17.30 una degustazione alla scoperta del “tartufo degli altri”, in questo caso quello del Molise. Alle 19.00 l’intrigante AperiTrota, nel quale il tartufo della Marca incontra la trota di montagna per una gustosa happy hour con lo chef Davide Marchionni.

Domenica mattina, lungo il percorso delle acque di Pieve Torina, un suggestivo “forest bathing” promette un risveglio in connessione con la natura! Nel pomeriggio, con la conduzione della giornalista di viaggio Erika Mariniello, alle 16.00 il palasport ospita la lezione-spettacolo su biodiversità e territorio, con gli esperti di AMAP e con l’organizzazione della manifestazione Leguminaria di Appignano. Alle 17.30 è in programma la degustazione “Sai che pesci prendere?”, uno sfizioso abbinamento tra il tartufo della Marca e il pescato dell’Adriatico, in collaborazione con la cooperativa La Casa del Pescatore di Civitanova Marche.

A chiudere il programma di eventi, alle 18.30 un aperitivo del tutto speciale, organizzato in collaborazione con la prestigiosa Distilleria Varnelli, che presenta: miele, tartufo e mixology, l’essenza della Marca in un cocktail.

Nei due giorni del festival, il Museo della Nostra Terra di Pieve Torina si trasforma in un ristorante che propone sapori di montagna in versione gourmet, a cura di chef Dino Casoni e Luca Facchini per l’Accademia di Tipicità.
Il tartufo della Marca di Camerino si può inoltre degustare nei numerosi ristoranti del territorio che partecipano al circuito Terre del Tartufo.

Da non perdere una puntata al “Mercatino e luci di Natale” ambientato proprio lungo il percorso delle acque, che nei pomeriggi di sabato e domenica si accende di colori per vivere l’atmosfera della festa in tutto il suo splendore.

Le Terre del Tartufo è anche l’occasione per scoprire le tante esperienze che l’alto maceratese offre in ogni stagione dell’anno con la Truffle Experience, i Profumi del Lavandeto e Pedalando nella Marca tra colline e montagne.

Le Terre del Tartufo è un’iniziativa dell’Unione Montana Marca di Camerino.
La manifestazione è sede di tappa del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi coordinato dall’organizzazione di Tipicità in collaborazione con ANCI Marche. Tutte le info utili su www.terredeltartufo.it.
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«Se qualcosa funziona bisogna dirlo forte e chiaro affinché gli episodi negativi nell’ambito della sanità pubblica non offuschino il lavoro di tanti ottimi medici e l’operatività di reparti di eccellenza, come l’unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Camerino».

Questo è il pensiero della camerte Donatella Pazzelli che di recente si è sottoposta ad un intervento chirurgico proprio in tale reparto del nosocomio della città ducale.

Il direttore dell’Ortopedia di Camerino, dott. Leonardo Pasotti, primario dal 2021, oltre ad essere pioniere in Italia di una particolare tecnica di ricostruzione del crociato, è riuscito a creare un pool di specialisti che operano con grande competenza e passione in questo piccolo reparto all’avanguardia, eccellenza della sanità non solo marchigiana.

“Desidero ringraziare innanzitutto il dott. Leonardo Pasotti, tutto il suo personale medico e infermieristico e gli OSS dell’unità operativa per la grande professionalità, la dedizione e la gentilezza che riservano a coloro che si rivolgono al reparto per problemi ortopedici. Un grazie particolare al dott. Daniele Pupilli che mi ha seguito anche nei mesi precedenti l’intervento e al dott. Stefano Sfascia”.

“Vorrei anche ringraziare la dott.ssa Tiziana Ciccola e tutto il personale della sala operatoria” prosegue “perché hanno reso accogliente e senza intoppi il passaggio in tale ambiente”.

“Infine – conclude Donatella Pazzelli – un ringraziamento agli operatori del KOS group CAR Santo Stefano di Porto Potenza Picena e di Camerino perché attraverso un sapiente lavoro riabilitativo completano il percorso di ripresa di noi pazienti ortopedici”.
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A Camerino, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, on. Alfredo Mantovano, è stato inaugurato questa mattina il cantiere per la ristrutturazione della Cattedrale SS.ma Annunziata. A fare gli onori di casa, l’Arcivescovo Francesco Massara che, con il sottosegretario Mantovano, poco prima dell’inizio della cerimonia si era recato in visita alle popolazioni sfollate tuttora residenti nelle aree sae della città.
Dare avvio al cantiere della cattedrale – ha dichiarato l’Arcivescovo Francesco Massara- significa riaprire la chiesa madre della nostra diocesi».


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All’intensa mattinata, partecipata da numerose autorità civili e militari e dai sindaci dei due comprensori delle diocesi di Camerino San Severino Marche e Fabriano Matelica, sono intervenuti anche il Sottosegretario del Mef Lucia Albano, il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il rettore di Unicam Graziano Leoni.
Nelle sue parole di saluto e ringraziamento rivolte alla platea di autorità che ha affollato la sala riunioni del residence Next Generation, il presule ha voluto sottolineare il fondamentale contributo dei sindaci di un’area vastissima «baluardi di un territorio che va da Visso a Sassoferrato. La grande gioia è che oggi diamo una testimonianza di come, quando le istituzioni lavorano insieme, si riescono a dare dei buoni frutti. Nonostante le difficoltà e le dure prove che abbiamo subite a causa del terremoto, oggi siamo a dare una bella testimonianza di rete che vede presente lo Stato e che ci dà modo di dimostrare che siamo noi a fare la storia del cambiamento di questo territorio».

Ai danni fisici e materiali del terremoto, Mons. Massara ha accostato anche quelli economici e, in particolare, la situazione difficile di crisi aziendale che sta interessando il territorio del fabrianese, causa di angoscia per tanti lavoratori e per le loro famiglie.
«Senza lavoro perdiamo anche la nostra dignità. I marchigiani sono brava gente, intelligenti, grandi lavoratori e sicuramente sapranno rialzarsi anche da questa grande ferita. Noi – ha aggiunto- dobbiamo solo essere capaci di superare il campanilismo. Abbiamo bisogno di un campanile per ogni città e paese ma non di campanilismi e, lavorare insieme, ci aiuterà sicuramente a far rinascere questi bellissimi territori. Le Marche sono regione trainante anche dal punto di vista economico e delle bellezze, questa regione noi dobbiamo farla risorgere. Questo dipende da ognuno di noi; noi abbiamo una Ferrari con il freno a mano tirato. Dobbiamo far scendere questo freno a mano e far camminare questo bolide e, credo che oggi la presenza di tutte le istituzioni sia un segno tangibile dell’importanza di un lavoro da portare avanti insieme».
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L’inizio dei lavori di recupero della cattedrale di Camerino, un passaggio materiale e di grande carica simbolica per il Sottosegretario Mantovano: «Materiale perché, dopo la messa in sicurezza, la comunità di Camerino, conosce finalmente l’avvio dei lavori di un significativo punto di riferimento. Una grande carica simbolica perché è questo un centro religioso ma anche centro propulsivo dell’intera comunità. È quindi un segno di coraggio e di sguardo con speranza al futuro». Nel suo intervento, l’onorevole Mantovano ha evidenziato anche la bella coincidenza di date con l’inaugurazione a Parigi della cattedrale di Notre Dame, risorta dopo l’incendio del 2019. «Proprio oggi una delle più belle cattedrali del mondo. viene restituita ai fedeli e, in questa piccola comunità, un’altra cattedrale riapre la sua porta e quindi rimette in collegamento le sfere religiosa e civile che, pur essendo distinte, non sono comunque radicalmente separate».

A cura del gruppo di lavoro che fa capo all’ingegnere Carlo Morosi e affidato per l’esecuzione alla ditta Sacaim di Venezia che si è già occupata della ristrutturazione del palazzo arcivescovile, il progetto di recupero del duomo di Camerino è finanziato dalla struttura commissariale per un importo totale di oltre 7 milioni e 300mila euro.

C.C
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Venerdì 13 Dicembre, dalle ore 15 alle ore 19, è prevista un’apertura straordinaria al pubblico della Sezione di Archivio di Stato di Camerino.
Nell'occasione sarà allestita la mostra documentaria "Se una notte d'inverno un viaggiatore: una passeggiata a Camerino nell'800", nell’ambito dell’iniziativa “Aperture straordinarie dei luoghi della cultura”, promossa dal Ministero della Cultura per valorizzare maggiormente il ricco patrimonio librario ed archivistico conservato negli Archivi di Stato e nelle Biblioteche Nazionali.

Un viaggio "virtuale" tra i vicoli, le strade e le botteghe della città, tra i luoghi e i fatti, più o meno conosciuti, che caratterizzarono la vita cittadina durante il secolo XIX, accompagnato dalla lettura di alcuni documenti originali conservati in archivio.

Alle ore 16.30 è prevista una conferenza promossa dallo staff dell'Archivio in collaborazione con l'Archeoclub sede Marca di Camerino.

Ingresso gratuito senza prenotazione.

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La collezione di arte sacra del MARec, incontra l'intensità espressiva  di otto giovani artisti contemporanei. Inaugura venerdì 13 dicembre la mostra collettiva "Il peso del vuoto"  con opere di Elisa Capucci, Cristiano Carotti, Nicola Ghirardelli, Giuseppe Lo Cascio, Lorenzo Montinaro, Jacopo Naccarato, Maria Positano, Jonathan Vivacqua, a cura di Barbara Mastrocola e Giacomo Guidi.
Il progetto che nasce dalla collaborazione tra MARec - Museo dell’arte recuperata e galleria d’arte Contemporary Cluster rappresenta un unicum nella storia del museo.

La mostra è realizzata con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche grazie alla lungimiranza dell'Arcivescovo Francesco Massara che ha saputo comprendere profondamente il valore di questo progetto, tanto da permettere la realizzazione di una mostra di arte contemporanea all’interno delle sale del Museo dell’Arte Recuperata di San Severino Marche, struttura che dal 2016 conserva opere rinascimentali e non solo, provenienti dalle chiese rese inagibili dagli eventi sismici degli ultimi anni.

Hanno supportato il progetto la Regione Marche, la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata e il Comune di San Severino Marche.

"Il peso del vuoto mira a esplorare le profonde sinergie che si celano tra l’arte contemporanea e l’arte sacra promuovendo una sperimentazione espositiva e concettuale che unisce elementi apparentemente diversi e distanti in una unica piattaforma visiva e comunicativa. La scelta di fondo che ha portato allo sviluppo del progetto è rappresentata dalla volontà di alimentare la fusione tra più stili e tecniche artistiche, ampliando gli orizzonti di una collezione apparentemente statica, grazie alla collaborazione tra MARec e Contemporary Cluster.
La contemporaneità apre nuove dimensioni all'interno del tradizionale contesto museale permettendo di sottolineare l’importanza storica e sociale dell’oggetto artistico sacro e giungendo ad abbattere le differenze tra l’uno e l’altro. Da una parte l’idea di compenetrazione di molteplici orientamenti, tendenze ed esperienze differenti concorre a delineare l’anima del Contemporary Cluster, dall’altra la visione lungimirante della direttrice del MARec e co-curatrice della mostra, Barbara Mastrocola, ha permesso di instaurare un dialogo serrato con le opere sacre, principalmente risalenti al rinascimento, due poli opposti che incontrandosi possono dare vita a un dialogo trasversale all’interno del complesso schema della storia e del sistema dell’arte.

Otto giovani artisti contemporanei esporranno nelle otto sale del percorso del museo le loro opere tramite le quali sarà possibile immergersi in un clima ricco di stimoli e di visioni dando vita ad un ponte temporale e concettuale.
Opere site-specific, installazioni effimere, sculture leggere, saranno questi i medium principali attraverso i quali si esprimeranno gli artisti in mostra, in contrapposizione alla sensazione di peso del sacro e delle immagini che si percepisce visitando il museo.
L’affollamento di opere, il ricco archivio, la ripetizione dei soggetti, la serialità (decine di Annunciazioni, decine di Deposizioni, decine di Crocifissi dal materiale pesante) alimentano nello spettatore la sedimentazione della memoria lavorando sul margine del residuo, sul deposito dell’immateriale, in ultimo sulla trascendenza della religione.

Il vuoto, l’assenza, il silenzio, l’incomunicabile sono espressi nelle opere di Elisa Capucci, Cristiano Carotti, Nicola Ghirardelli, Giuseppe Lo Cascio, Lorenzo Montinaro, Jacopo Naccarato, Maria Positano, Jonathan Vivacqua.



Gli artisti 

Elisa Capucci

Elisa Capucci (n. 28/12/1998) è un'artista italiana che attualmente vive e lavora a Copenaghen, dove collabora e lavora come assistente studio per Uffe Isolotto. Ha completato il corso di laurea triennale in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2021, per poi conseguire la laurea magistrale presso la stessa Accademia.Nel 2022, ha fondato "HIDDEN GARAGE", una galleria indipendente nel territorio bolognese, uno spazio dedicato alla curatela autonoma, alla ricerca creativa e alla promozione di artisti emergenti, collaborando con vari progetti ed istituzioni italiane ed internazionali, tra cui MAMbo, Art City e ArteFiera Bologna, Sluice London, Fondazione Rusconi e molte altre. Tra il 2023 e il 2024 ha vissuto a Londra, lavorando come assistente di studio per l'artista britannico Michael Dean e frequentando il Master in Fine Arts presso il Chelsea College of Arts (UAL).

Attualmente, Elisa sta ampliando la propria ricerca da punti di vista teorici, sperimentali, pratici e installativi. Il suo lavoro esplora la filosofia Neo-materialista attraverso la pratica scultorea, una ricerca che si estende poi ad indagare tutte le sovra-strutture industriali e socio-economiche contemporanee, costruite per l’iper-convenienza umana. La risposta dell'artista è una narrazione personale, che scolpisce le conseguenze della fusione tra esseri organici e l'industrializzazione, con un grande focus sulla materia e la sua trasformazione attraverso agenti organici e non.


Cristiano Carotti

Muovendosi tra pittura, scultura e installazione indaga le dinamiche sociali attraverso lo studio del potere archetipico del simbolo. A partire dalla realizzazione di opere scultoree in ceramica - medium a lungo privilegiato dall’artista - Carotti recupera la valenza dicotomica tra Homo Naturalis e Homo Mechanicus, risolvendola attraverso una pratica che rivolge lo sguardo alla Natura e alla possibilità del ristabilimento di un ruolo attivo con essa da parte dell’Uomo. Nell’approccio sia scultoreo che pittorico, l’artista si pone come un alchimista capace di indagare, con uno sguardo altro, le dinamiche sottese alla perdita di centro implicita negli ecosistemi universali e umani. Nelle opere più recenti, il ritorno alla pittura si inserisce in una riflessione di più ampio respiro sul potere proiettivo della dicotomia Vita-Morte, Eros-tanatos, in un movimento di ascesa e discesa che riconducono inevitabilmente alla ciclicità della vita e, con essa, delle nostre esistenze, trasposte simbolicamente attraverso l’impiego di animali totemici (la vipera, il cinghiale, l’ariete) immersi in una natura dalle tinte acide, ottenuta sovrapponendo strati pittorici compositi e materici a conferire un’idea di costante progressione e movimento.

L’ultima fase della sua ricerca da vita al nuovo ciclo di fusioni in alluminio realizzate per il solo show al Museo

C.a.o.s. di Terni dal titolo “Tra cane e lupo” a cura di Eleonora Aloise, con installazioni sonore di Alessandro

Deorio e Rodrigo D’Erasmo. Tale ricerca ha dato poi vita alla mostra personale Spazio, il vuoto su cui tutto giace nel marzo 2024 presso il Contemporary Cluster (Roma).


Nicola Ghirardelli

Nicola Ghirardelli nato a Como nel 1994, studia all’Accademia di Belle Arti Brera, tra il 2016 e il 2020. La sua pratica riscatta il fallace come parte del reale, fondendo la forza plastica della natura con la pratica umana, dando vita a opere che esplorano le leggi che governano la coabitazione della pluralità. “Ognuna di esse esprime l’interesse scultoreo di Nicola Ghirardelli nell’utilizzo del fuoco come elemento connotante, a partire dalla filosofia alchemica di trasformazione della materia. Nelle sculture di Ghirardelli non c’è mai un’idea di linearità, né della storia né della produzione dell’immagine organica: il lavoro infatti è sempre condiviso con gli elementi che sono lasciati rispondere della loro essenza. L’alternativa allora è ardere per irradiare, per reimmaginare, per cospirare, per resistere.” *

Recentemente espone la prima mostra personale: Giardino in Cenere a The Address, precedenti mostre collettive selezionate sono: Diadi a Fondazione del Roscio, Riportiamo Tutto A Casa, presso Museo delle Navi Romane di Nemi a cura di Lorenzo Madaro, Fuori Porta, villa Pacchiani a cura di Caterina Fondelli e Ilaria Mariotti

*testo di Arnold Braho


Giuseppe Lo Cascio

Giuseppe Lo Cascio (1997), Diplomato nel 2022 al Biennio specialistico di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, vive e lavora tra Baucina (Pa) e Torino. Recentemente è stato in residenza presso uno dei quindici atelier d’artista che la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia assegna annualmente ai giovani artisti under 30; attualmente è in residenza a Clermont-Ferrand in Francia per il progetto Nuovo Grand Tour promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero Italiano della cultura in collaborazione con l’Istituto francese in Italia e l’Istituto culturale italiano di Parigi.

La ricerca visiva di Giuseppe Lo Cascio, tra scultura, disegno e installazione, si concentra sull’idea di rendere visibile l’instabilità interiore dell’individuo in relazione alla precarietà delle strutture della memoria e della conoscenza con cui interagisce quotidianamente. Influenzata dalle forme dell’architettura e del design, questa esplorazione esprime la tensione di rappresentare e comprendere la propria condizione nel mondo, mettendo continuamente in discussione l’integrità dell’edificio del conoscimento.

Elementi come archivi provvisori, schedari finti o vuoti, involucri e superfici recuperano le suggestioni di attrazione e repulsione della macchina celibe per esplorare zone liminali tra inettitudine e sublime. Gli edifici, in generale le strutture abitative, archivi e magazzini diventano metafore della natura effimera dell’essere umano e degli instabili strumenti di potere e conservazione che egli crea per comprendere se stesso, utilizzando così quell’immaginazione che solitamente l’epistemologia contrappone a realismo.


Lorenzo Montinaro

Lorenzo Montinaro è nato a Taranto nel 1997. Vive e lavora tra Milano e Taranto. Si è laureato in Didattica e comunicazione dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Roma e si è laureato in Arti Visive allo Iuav di Venezia. Da gennaio a dicembre 2022 è stato artista in residenza presso gli studi Viafarini a Milano. Nel 2021 ha partecipato alla mostra “What the fuck is prosperity”, presso A plus a, a cura di Curatorial School, a Venezia. Nel 2022 alle mostre “Visioni (s)velate” a Viafarini a cura di Elena Bray, “E ci fa dispetto il tempo” presso Sottofondo Studio ad Arezzo a cura di Elena Castiglia, "Monumento" nel calendario delle settimane d'arte di Bolzano a cura di

Nina Stricker, "Rea art fair" alla Fabbrica del vapore di Milano a cura di Rea, "Ma tu rimani" a Casavuota a Roma a cura di Sabino De Nichilo e Francesco Paolo Del Re. Nel 2023 alle mostre “L'erba sulla polvere” presso MA project di Perugia a cura di Davide Silvioli,

“Non rimane che volare” presso Osservatorio Futura a Torino a cura di Osservatorio Futura e Giuseppe Amedeo Arnesano, “Edicola Radetzky” presso Edicola Radetzky a Milano a cura di Arnold Braho. Nel 2024 partecipa alla mostra bipersonale “Quasi Niente” presso Contemporary Cluster a Roma a cura di Lorenzo Madaro, “Dopo la fine” presso Galleria Ramo a Como, “Sacro è” presso la Fondazione Mario Merz a Torino a cura di Giulia Turconi, Address Unknown presso Fabbrica del Vapore di Milano a cura di Viafarini, “Fatmah” presso la galleria Contemporary Cluster a cura di Arnold Braho. Nel 2023 il Comune di Milano gli commissiona un monumento permanente dedicato al censimento degli ebrei del 1938, presso la Cittadella degli Archivi di Milano.

Nel 2023 è stato inserito dalla rivista Exibart tra i 222 artisti emergenti su cui investire.


Jacopo Naccarato

Jacopo Naccarato, Arezzo 1995, si è laureato all’accademia di belle arti di Bologna, sezione pittura, nel 2021 presso la cattedra del Prof. Caccioni e nel 2017 presso la cattedra del Prof. Bertolo. Prima di conseguire il diploma triennale, nel 2017, trascorre un periodo di studio a Bucarest, Romania, dove entra in contatto con l’arte contemporanea est-europea che manipola parte della sua ricerca. Dopo il conseguimento del diploma magistrale diventa assistente dell’artista toscana Giulia Cenci in occasione

della sua partecipazione alla Biennale di Venezia. Nello stesso periodo, ritornato ad Arezzo, decide di aprire uno spazio indipendente. “Sottofondo studio” nasce insieme a due colleghi concittadini (Bernardo Tirabosco & Elena Castiglia) per stimolare l’ambiente cittadino all’arte contemporanea con il desiderio di coinvolgere artisti e amici nel tentativo di attivare una realtà provinciale.

Al momento vive e lavora ad Arezzo.


Maria Positano

Maria Positano (n.1995) è un'artista visiva che vive tra l'Italia e Londra. I suoi lavori sono stati presentati in istituzioni artistiche internazionali. Ha completato la sua formazione a Londra, dove si è laureata presso la City and Guilds of London Art School nel 2018 e il Royal College of Art nel 2023. Nel 2024, ha ricevuto il premio Gilbert Bayes dalla Royal Society of Sculptors di Londra, inoltre, nel 2023 l'artista ha vinto il premio AiR presso South Thames Colleges Group, Londra, UK.

Maria è stata invitata a partecipare a diversi programmi internazionali di residenza d'artista, alcuni esempi includono: StudioBlock M74, Città del Messico, MX; ViaFarini.org a Milano, IT; JETLeg, Monaco, GE.

Tra le mostre più recenti: Il Peso del Vuoto, MARec - Museo dell’Arte Recuperata (2024); Not from this place, Nashira Gallery, Milano (2024); Studio Responses #4, Saatchi Gallery, Londra (2024); Matter, Flowers Gallery, Londra (2023); Beyond the Matter, Galerie Der Kunstler*Innen, Monaco, DE (2023); A perfect place, Studio Block M74, Città del Messico (2022); Identity, CAA Art Museum, Hangzhou, CN (2021). Attingendo dalla sua educazione come Third Culture Kid, l'artista realizza il suo lavoro da un senso di parentela interculturale, sostenuto dal suo stile di vita nomade e spesso in movimento. Per questo motivo il lavoro di Maria è spesso ampio e comprende una varietà di materiali e formati. Il suo lavoro polimorfico invita a nuove interpretazioni di dispositivi protettivi e difensivi, ridefinendo storie di violenza in pratiche di trasformazione umana. Le sue opere sono state esposte e acquisite in collezioni private a livello internazionale, tra cui la Collezione 54 e la Prometeo Gallery.

Jonathan Vivacqua

Nasce a Erba (Como) nel 1986. Vive e lavora a Milano. Lo spazio è il campo di azione di Jonathan Vivacqua. Il perimetro in cui opera è ridefinito da sculture e installazioni che creano estensioni spaziali con movimenti lineari, circolari e ascendenti, giocando tra solidi e vuoti, luci e ombre.

Il processo dell'artista è profondamente focalizzato sull'architettura, la costruzione e gli studi spaziali, con particolare attenzione al processo di costruzione. Plexiglass, barre di alluminio e ferro sono alcuni dei materiali umili utilizzati dall'artista che ne esalta le caratteristiche estetico-funzionali, con sapiente eleganza e sensibilità, dando all'opera un equilibrio armonico.

Il lavoro manuale è la sua caratteristica distintiva. È guidato dalla curiosità e dalla volontà di sperimentare. Forme geometriche lineari, oggetti di casa e spazio apparentemente anonimo vengono riformati dall'artista. Si tratta di creare nuovi modi di costruire, sviluppando un nuovo rapporto con l'elemento umano. 






Pubblicato in Cultura e Spettacolo
Da venerdì 6 dicembre la Compagnia Carabinieri di Camerino, per il tempo strettamente necessario alle operazioni di demolizione dell’ex Albergo Roma, sarà temporaneamente trasferita dalla sede attuale di Piazza Garibaldi n. 7 a via Le Mosse n. 2. presso l'edificio del locale Nucleo Carabinieri Forestale, ove saranno assicurati tutti i servizi in favore della cittadinanza.

Per tutto il periodo, in zona prossima all’attuale sede, sarà comunque assicurato un ulteriore presidio 

Resta invariata anche l’utenza telefonica (0737- 634600).

Pubblicato in Cronaca
Mercoledì 18 dicembre, alle ore 21:15, l’Auditorium Benedetto XIII di Camerino sarà il palcoscenico del concerto del Florida Fellowship Gospel Super Choir, uno dei cori gospel più amati e riconosciuti degli Stati Uniti. L’appuntamento, che si inserisce nel programma natalizio della città, è organizzato da Musicamdo Jazz con il sostegno del Comune di Camerino, dell’Università degli Studi di Camerino, del Ministero della Cultura e della Regione Marche.

Fondato nel 2017 dal talentuoso direttore Corey Edwards, il coro proveniente dalla Florida ha rapidamente conquistato una posizione di rilievo nel panorama musicale internazionale. Tra i riconoscimenti più prestigiosi figura il titolo di “Grandi Cori del 2022” al celebre concorso How Sweet the Sound, dove una giuria d’eccezione composta da personalità come Dr. Ricky Dillard, JJ Hairston, Jekalyn Carr e Bishop Hezekiah Walker ha premiato l’eccellenza della loro performance.

La formazione che si esibirà a Camerino sarà composta dal direttore Corey Edwards, anche alle tastiere, e da una straordinaria rosa di voci: i tenori Jumah Day e Joe Simmons, gli alti Skyla Strange e Tera Lewis, e i soprani Tamara Smith e Stephanie Johnson.

Il Florida Fellowship Gospel Choir ha calcato alcuni tra i palchi più prestigiosi degli Stati Uniti, esibendosi a eventi come Hezekiah Walker's Choir Fest, Bobby Jones Presenta, The Gospel Music Workshop of America e la National Convention of Gospel Choirs and Choruses. Nel corso della loro carriera hanno collaborato con alcune delle figure più brillanti del panorama gospel mondiale, tra cui John P. Kee, Kierra "Keke" Sheard, Beverly Crawford e Milton Biggham. La loro discografia include due album, Rejoice: Live in Tampa del 2019 e I Will Bless the Lord del 2022. Il concerto di Camerino rientra nel loro secondo tour europeo, che li vede protagonisti sui palchi di diverse città del continente.

I biglietti sono disponibili online sul sito Ciaotickets e presso la Pro Loco di Camerino, situata al Sottocorte Village, aperta da martedì a sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30. Per chi preferisse acquistare i biglietti il giorno stesso del concerto, sarà possibile farlo direttamente all’Auditorium Benedetto XIII a partire dalle ore 20:00.

Info: 0737/632534 – 345/8855294
Pubblicato in Cultura e Spettacolo
I Carabinieri della Stazione di San Severino Marche, nell’ambito di servizi di prevenzione, hanno proceduto al controllo di un 36enne, pregiudicato del posto, che era alla guida di un’autovettura pur essendogli stata già revocata la patente di guida nel biennio.
L’uomo durante la contestazione della violazione al codice della strada, da parte dei militari, al fine di opporsi al loro operato, con atteggiamento aggressivo, ha rivolto nei loro confronti ripetute minacce di morte e di ritorsioni.
Il 36enne, quindi, è stato denunciato oltre che per “guida senza patente poiché già revocata nel biennio” anche per “resistenza a Pubblico Ufficiale”.
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I carabinieri di Cingoli hanno arrestato un uomo di 52 anni, residente a Roma e già noto alle forze di polizia, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo è stato fermato alla guida della sua vettura e all’esito della perquisizione i militari hanno scoperto 75 panetti di hashish per un peso complessivo di 14,281 chilogrammi, e un involucro contenente 503,96 di marijuana. Lo stupefacente era nascosto in confezioni di biscotti e snack che l’arrestato aveva con sé.

Oltre che con l’accusa di spaccio il cinquantaduenne è stato anche denunciato per detenzione di banconote contraffatte per un importo complessivo di 725 euro.
Pubblicato in Cronaca

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